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I racconti dei protagonisti di
People come first

 

A di arte, A di Alessia.

L’occhio umano riesce a distinguere alcuni milioni di colori. La stima varia da individuo ad individuo, ma Alessia ne vede sicuramente di più. Lei, a sei anni, aveva già una matita in mano ed un mondo intero da disegnare. Quella piccola bacchetta, che miliardi di volte avrà attorcigliato tra i suoi meravigliosi ricci scuri, è da sempre la sua più grande alleata. Non avrebbe potuto fare altro o diventare qualcosa di diverso, se non una creativa.
Nelle sue vene circola arte e la sua pelle è fatta di stoffa. Nella moda ha trovato il suo porto sicuro, un ineludibile destino. In un mondo in cui ti cercano bella e stupida, perché così sei più semplice da gestire, lei si è imposta come brava e intelligente, portandosi dietro una grossa valigia di stereotipi
da abbattere. Perché il sogno, l’obiettivo, dopo scuole, accademie e concorsi, era quello di diventare una Fashion Stylist. L’esser una “meravigliosa creatura”, per dirla alla Nannini maniera, è sempre stato solo un dettaglio in più.
Alessia è una ragazza del Sud che ha viaggiato tanto e che ha riportato nella sua Caserta un po’ di quei colori che ha visto sparsi per il mondo: sul volto rugoso di una donna per strada, nel graffito dimenticato di una grande metropoli, in tutto ciò sia riuscita a cogliere un brandello di anima. In giro ha sempre cercato bellezza e per un periodo, questa caccia al tesoro l’ha anche risucchiata in un vortice di insicurezze e problemi di DCA. Ma come un camenerio dopo un incendio, anche lei poi è sbocciata, con un’anima forte e audace, e una bussola puntata verso i suoi sogni.
La grande sorpresa è stata scoprire che quell’ago magnetico puntava proprio verso San Nicola La Strada, la sua città natale. In quel luogo, che in passato le è stato anche un po’ stretto, ha deciso di stabilire la sua piccola casa con un grande archivio, dove vivere circondata da tutto il suo immenso universo creativo, che è parte di lei. La grande bellezza è stata rendersi conto di potersi perdere nel mondo senza smarrire mai realmente l’orientamento, perché c’è un filo d’Arianna che la terrà sempre ben salda a quel solito parco con le giostrine, tra le rose della sua nonna. Radici e libertà intrecciate in un unico luogo. Dove si torna sempre.
E così in giro ha raccolto e continua a raccogliere sfumature di un caleidoscopio infinito. Immagini che la sua mente rielabora e che poi, in un preciso schema caotico, ripropone sotto forma di collage.
Opere d’arte, momenti di vita e racconti di normalità. Di quella realtà che non fa notizia ma che tutti conoscono, della “gente comune”. Essere una Collage Artist vuole dire prima di tutto immedesimarsi e riuscire a prendere un po’ dell’essenza di ognuno. Analizzare un evento, dal lutto alla festa, una persona, ed esternare attraverso un mix di immagini una sensazione, che probabilmente a parole non avrebbe lo stesso impatto.
Guai a pensare che Alessia viva di castelli in aria. Lei è una “collezionatrice di cose serie”, di quelle “nugae” che troppo spesso vengono date per scontato.
Fashion Stylist, Collage Artist, amante del bello, sostenitrice della gentilezza.
Voce e visione dell’emancipazione femminile, di chi lotta perché crede in qualcosa.

Lei è una tavolozza di colori che non hanno ancora finito di mescolarsi.
Lei che avrebbe potuto scegliere la strada facile e dolorosa, e partire. Tagliare le radici e trasferirsi
dove non c’era bisogno di spiegare che lavoro facesse, ha deciso di lavorare il doppio ma vivere la sua terra, la sua famiglia e donare bellezza ai luoghi della sua infanzia.
Ha scelto, insomma, il sentiero sterrato. Quello pieno di buche e deviazioni.
Quello che ti mette davanti un sacco di “E’ lì solo perché fa la carina con il professore”, “Non sa fare niente, è solo raccomandata”.
Ma è anche la strada degli audaci, di quelli che alla fine arrivano al posto in prima fila su un tramonto mozzafiato e dicono “Ne è valsa la pena”.