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Ermanno Giamberini, , nostro Amministratore e presidente dell’Associazione campana corrieri spedizionieri ed autotrasportatori (Accsea), numero uno della Confetra regionale e membro del consiglio direttivo di Fedespedi, accende i riflettori sul comparto della logistica al tempo del Covid. Tra necessità dei servizi e nuove difficoltà da affrontare, il terremoto sanitario ha scosso il settore che ha dovuto rinnovarsi per far fronte alla forte richiesta di alcuni prodotti, alla completa assenza di altri, all’aumento del prezzo dei noli marittimi ed alla scarsa disponibilità di containers. Il tutto abituandosi anche ad una nuova modalità di erogazione del servizio, al tempo dello smart-working.

Andando ad analizzare, nel dettaglio, i dati forniti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, nel 2020 sono stati mobilitati dai porti di Napoli e Salerno 1.021.426 container (Teus) complessivi, a fronte dei 1.096.149 del 2019. “La pandemia è stata in qualche modo la cartina di tornasole per lo shipping, perché ha consentito sin da subito un bilancio nitido (e talvolta impietoso) delle criticità e dei punti di forza sia come settore che per ogni singola azienda. – spiega Giamberini – Quel che è certo è che si è dimostrata la grande resilienza di addetti che con professionalità, coraggio e passione hanno continuato a far viaggiare le merci per e dall’estero senza praticamente soluzione di continuità. Malgrado le non poche difficoltà. Di certo, essendo lo shipping per sua stessa natura al servizio delle aziende manifatturiere, ha sorti e difficoltà differenti a seconda delle aziende servite.”

Ed infatti: “Le spedizioni dei prodotti agroalimentari o farmaceutici sono continuate in maniera sostenuta, spesso anche più del pre-Covid, per rispondere all’incremento di domanda che di questi prodotti si è registrata un po’ in tutto il mondo. Contribuendo, di fatto ed in maniera concreta, a sostenere per quanto possibile la bilancia commerciale specie nella nostra regione, dove queste tipologie di prodotti sono tra le principali voci dell’export. Non a caso l’export agroalimentare campano, che già nel 2018 e 2019 aveva fatto registrare incoraggianti segnali di crescita, nel 2020 ha segnato un ulteriore lusinghiero +13%. Viceversa, lo shipping legato a settori che hanno dovuto purtroppo fermarsi per il lockdown ha necessariamente dovuto affrontare un crollo dal quale ci auguriamo possa rapidamente riprendersi.” Una crisi sanitaria, sociale ed economica nella quale i porti hanno risentito delle restrizioni e la produzione in tutto il mondo si è dovuta riadattare alla pandemia: così, tanti consumi sono cresciuti ma, per altri, è mancata la domanda.

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